Quando abbiamo iniziato il nostro lavoro qui in Albania avevamo già chiaro in mente come volevamo farlo.
Siamo un’agenzia turistica, certo, ma abbiamo scelto fin dall’inizio di accompagnare i nostri viaggiatori in piccoli gruppi, più simili a una comitiva di amici che a un gruppo organizzato.
Da qui è nato il nome Albania Insieme.
E poi è arrivata lei: la nostra tartaruga, che in albanese si dice Breshka.
Perché proprio una tartaruga?
Qui in Albania, lungo le strade di campagna, non è difficile incontrarne una che attraversa la strada, magari con i suoi piccoli al seguito.
E allora ci si ferma. E si aspetta.
Perché lei ha deciso di passare e passerà.
La tartaruga è decisa e caparbia. Sa dove sta andando.
È lenta, ma la sua non è una lentezza che annoia. È una lentezza protettiva, quella di chi non ha bisogno di correre per arrivare da qualche parte.
È pacifica, resistente e adattabile. Ha un carapace duro, ma è anche estremamente sensibile.
Si sposta continuamente tra il sole e l’ombra per trovare la temperatura giusta.
E, da novembre a marzo, va persino in letargo. Proprio come i nostri tour.
Forse adesso cominciate a capire perché ci assomiglia tanto.
Anche noi durante i nostri viaggi non abbiamo fretta.
Ci spostiamo con calma, senza stress, perché un luogo non serve soltanto raggiungerlo: bisogna avere il tempo di guardarlo, conoscerlo e viverlo.
Cerchiamo il sole quando serve e l’ombra quando è il momento. Cambiamo un ritmo, facciamo una sosta in più, ci adattiamo alle esigenze delle persone che stanno viaggiando con noi.
Forse è proprio questo il vantaggio di essere soltanto in pochi.
Non corriamo per vedere più cose. Preferiamo avere il tempo di viverle meglio.
E alla fine del viaggio?
Niente corse da ricordare. Solo belle esperienze da mettere in valigia, avvolte nella carta dei ricordi.
Ci riusciamo?
A giudicare da quello che ci raccontano le persone che hanno viaggiato con noi, pare proprio di sì.
E allora la nostra Breshka fa capolino da sotto il carapace e ringrazia.