Alla partenza erano perfetti sconosciuti. Una settimana dopo, salutandosi, qualcuno aveva gli occhi lucidi.
È uno dei ricordi che ci torna più spesso alla mente quando qualcuno ci chiede perché continuiamo a organizzare tour in piccoli gruppi.
Tra i partecipanti c’era una coppia del Veneto. Lei era gentile, curiosa e un po’ timida. Lui, invece, appariva serio, riservato e poco incline alla conversazione.
Nel gruppo c’erano anche altri viaggiatori e, tra loro, due giovani donne provenienti dalla Toscana.
La prima sera una delle due festeggiava il compleanno e l’amica aveva portato da casa alcuni simpatici gadget per rendere più allegro quel momento.
Anche noi avevamo preparato una sorpresa: in hotel la nostra guida aveva fatto trovare una torta e dello spumante e tutto il gruppo fu felice di condividere la festa.
Anche il nostro amico così serio partecipò. All’inizio un po’ in disparte, poi sempre più disteso e sorridente.
Nei giorni successivi il viaggio continuò, meta dopo meta, e arrivò un’altra occasione di condivisione: il pranzo in uno degli agriturismi più conosciuti dell’Albania, un luogo dove tutto, dalla visita alla fattoria alla tavola, diventa un’esperienza.
Quel giorno, per farci un omaggio, qualcuno mise della musica italiana.
E accadde qualcosa che nessuno si sarebbe aspettato.
La ragazza che pochi giorni prima aveva festeggiato il compleanno riuscì a convincere il nostro serissimo compagno di viaggio a ballare.
Sua moglie quasi non credeva ai suoi occhi.
E intorno a loro tutta la comitiva rideva e partecipava a quella festa nata per caso.
Poi arrivò la fine del tour.
Ognuno sarebbe ripartito in momenti diversi, secondo l’orario del proprio volo.
Chi avesse assistito a quei saluti avrebbe sicuramente pensato di trovarsi davanti a un gruppo di amici che si conosceva da anni.
E mai avrebbe immaginato che, soltanto una settimana prima, molti di loro non si conoscevano affatto.
Ci furono abbracci, promesse di rivedersi e anche qualche lacrima di commozione.
Compresa la mia, che sto scrivendo.
L’Albania regala paesaggi meravigliosi, città ricche di storia e una natura sorprendente.
Ma a volte il ricordo più bello di un viaggio non è un monumento o un panorama.
Sono le persone che arrivano senza conoscersi e ripartono con la sensazione di aver trovato nuovi amici.
Ed è anche per questo che, dopo tanti anni, continuiamo a credere nei piccoli gruppi.
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