Per le nuove esigenze dei viaggiatori si affaccia il turismo all’aria aperta,

rurale-naturalistico-esperienziale

Il Covid-19 in questo anno horribilis ha cambiato il nostro modo di vivere e con esso anche il modo di viaggiare per turismo.

Molti viaggi sono stati annullati, altri rimandati a data da destinarsi ed altri ancora sono stati dirottati verso mete non previste, come quelle all’interno dei singoli Paesi di residenza.

E’ logico quindi chiedersi se tutto potrà tornare come prima già nel 2021 o il turismo post Covid, per non affondare ulteriormente, dovrà tener conto di nuove esigenze?

In questo caso, Tour Operator e Agenzie di viaggio dovranno offrire nuovi pacchetti in linea con la sicurezza dei viaggiatori che dovranno sentirsi motivati a muoversi ma soprattutto tutelati nella loro salute.

Una domanda sorge spontanea: riusciranno le nuove offerte ad essere accettate con soddisfazione?

Dopo il Covid 19 come soddisfare le nuove esigenze dei turisti?

La parola magica che si unisce alla speranza é ” ci rinnoviamo” senza rimanere sospesi nell’attesa che gli eventi cambino.

Del resto chi vorrebbe brutte sorprese in viaggio?

Ecco allora che per chi ama viaggiare, appare all’orizzonte un nuovo modello di destinazione che era già presente in alcuni pacchetti turistici, rivolti però esclusivamente ad una nicchia di appassionati.

Sto parlando del turismo  rurale, naturalistico, esperienziale.

Si è pensato che, destinazioni meno note e più remote in aree naturalistiche e rurali,  probabilmente risulteranno molto attraenti per i visitatori in un periodo in cui nei pensieri di ognuno al primo posto c’è la salute.

Il turista sarà portato quindi a pianificare i suoi viaggi verso mete in cui poter vivere nuove esperienze, all’aria aperta e dove potrà venire  a contatto con nuove realtà culturali.

Il senso di libertà e sicurezza si uniranno alla curiosità  soddisfatta del “non conosciuto” e “dell’autentico” leve fondamentali  che spingono il viaggiatore a partire.

Ma che cos’è il TURISMO RURALE?

Il turismo rurale è una forma di turismo in cui immergersi nella cultura rurale risulta essere la cosa più importante. (da non confondere con il turismo in aree rurali che fa invece riferimento alle sole strutture ricettive di queste aree)

Nel turismo rurale si vive la terra e i suoi spazi  come la vive la gente del posto, ci si cala in nuove esperienze, ci si guarda intorno con altri occhi. 

E’ una forma di turismo molto appagante e rilassante per il corpo e per la mente.

La terra con i suoi prodotti, gli animali che la vivono, la ricchezza della vegetazione, le storie che mai si sarebbero ascoltate e lo stupore per l’abilità di mani esperte in tanti lavori, regalano al turista emozioni nuove.

Il turismo rurale e sostenibile si basa infatti sulle seguenti risorse:

agricoltura, allevamento e loro prodotti,

aree verdi e naturalistiche protette 

artigianato

patrimonio culturale e artistico.

Il valore creato attraverso questo tipo di turismo è quello che prevede esperienze attive sul posto, a stretto contatto con la natura e intereagendo con le persone del luogo.

Differenze tra Agriturismo e Turismo Rurale

Forse non tutti sanno che:

Le attività di Agriturismo sono soprattutto ricettive e basate sull’ospitalità da parte degli imprenditori agricoli.

Le attività di Turismo Rurale comprendono invece, oltre alla ricezione e alla ristorazione anche attività del tempo libero ed altri servizi per usufruire dei beni naturalistici, ambientali e culturali del territorio.

 Grazie alla tendenza della domanda  che fugge dal turismo di massa, l’idea di una vacanza simile si fa sempre più spazio.

Fondamentale è l’attenzione verso i valori della natura, della cultura, dell’enogastronomia e di tutta la vita all’aperto e di campagna.

E allora molti Tour Operator non tralasciano di proporre forme di turismo come:

  • TURISMO VERDE
  • TURISMO NATURA
  • TURISMO ENOGASTRONOMICO
  • ECOTURISMO

che sono in definitiva solo una parte del TURISMO RURALE e che invece le comprende tutte.

E allora perché non pensare a tour guidati in piccoli gruppi dove estendere le visite anche ai luoghi più significativi dell’Albania con esperienze di turismo rurale? (Noi ci abbiamo già provato e il risultato è stato veramente entusiasmante!)L’importanza di avere una brava guida turistica

A pochi chilometri da Tirana, ad esempio, abbiamo percorso strade di montagna, attraversato  vallate e gole mozzafiato. Abbiamo fatto un’ escursione presso una  cascata e siamo arrivati al villaggio di Shengjergj. Qui si vive di pastorizia e il Casaro ci ha accolto con estrema semplicità e naturalezza. Tutto intorno il paesaggio regalava monti e prati con larghi orizzonti.

Abbiamo mangiato all’aperto cibo tradizionale e chiacchierato a lungo con lui come se ci conoscessimo da tempo. L’aria profumava di orto e l’acqua di fonte scendeva direttamente dai monti.

Abbiamo vissuto un’esperienza analoga anche a Vermosh all’estremo nord dell’Albania, tra alti monti e grandi prati. Aria pura e distese verdi ci hanno rigenerato e i racconti della gente hanno creato un rapporto di grande umanità.

E’ cosa risaputa che proprio in Albania, nel 2018 ha avuto inizio un progetto per rivalutare zone più legate al territorio rurale chiamato ” Programma dei cento villaggi”.( programma integrato per lo sviluppo rurale messo a punto da quattro Ministeri: Infrastrutture, Agricoltura, Turismo e Cultura.)

Lontano da città sempre più convulse e fuori dal turismo di massa ( come quello balneare,) in grandi spazi verdi, lungo stradine e sentieri tra monti e vallate ecco aprirsi un nuovo scenario dove vivere un’esperienza che nulla ha di artefatto.

Prodotti della terra maturano nel rispetto delle stagioni e permettono di assaporare una cucina che racconta vecchie tradizioni. Ci si rapporta con semplicità a persone che di quella zona conoscono ogni pietra e filo d’erba e che regalano con orgoglio la loro esperienza.

Per tutto questo e per molto altro ancora il turismo rurale e naturalistico, mostra di avere attrattive forse mai pensate prima e che nel turista sono destinate a rimanere un ricordo vivo e tangibile perché viva e tangibile ne sarà stata l’esperienza vissuta.

 

 

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